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	<title> &#187; Marketing</title>
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		<title>Ok Glass &#8211; what&#8217;s next?</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 19:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.robertonuccio.it/2013/ok-glass-whats-next"><img class="frame" title="Google Glass" alt="Google Glass - apocalyptic vision" src="http://www.robertonuccio.it/wp-content/uploads/2013/04/google_glass.jpg" width="512" height="288" /></a></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>&#8220;Un computer da indossare, progettato per ridurre le distrazioni, creato per consentire di comunicare e compiere una serie di azioni in modo completamente naturale.&#8221;</em></p>
<p>É trascorso un anno dalla pubblicazione del primo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9c6W4CCU9M4" target="_blank">video</a> sul progetto &#8220;Google Glass&#8221; &#8211; gli occhiali in realtà aumentata di Big G &#8211; che ne mostrava uno scenario di utilizzo alimentando aspettative e fantasticherie da parte di chi si interrogava e si interroga sugli sbocchi futuri di una tecnologia che pare destinata a rivoluzionare profondamente la human experience.</p>
<p><span id="more-2229"></span></p>
<p>6 giorni fa, il colosso di Mountain view ha reso pubbliche le <a href="http://support.google.com/glass/answer/3064128?hl=en" target="_blank">specifiche tecniche</a> e messo in vendita la versione Explorer del device, rivolta agli sviluppatori  per la realizzazione di apps dedicate, confermando l&#8217;intenzione, già annunciata mesi fa, di un rilascio commerciale entro la fine di quest&#8217;anno.</p>
<p>Riprendendo le prime impressioni di chi, come <a href="http://www.theverge.com/2013/2/22/4013406/i-used-google-glass-its-the-future-with-monthly-updates" target="_blank">Joshua Topolsky</a> di Verge, ha avuto la possibilità di testarli, una delle prime cose che viene da chiedersi alla vista degli &#8220;occhiali intelligenti&#8221; è: &#8220;chi e per quale motivo vorrebbe indossarli in pubblico&#8221;?</p>
<p>Come osserva <a href="http://www.fastcodesign.com/1669455/4-problems-google-glasses-have-to-solve-before-becoming-a-hit" target="_blank">Mark Wilson</a>, prima di diventare una hit, occorre che il device trovi risposte efficaci a <strong>4</strong> tipi di <strong>problematiche</strong>:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f27024;"><strong>1) Evitare il problema Segway</strong></span></p>
<p style="padding-left: 30px;">Se è vero che il flop del <em>Segway</em> è in parte da ricondurre ad una questione di costi, in parte al fatto che la gente si è scoperta essere non così pigra, ma in misura ancora maggiore, ad una sorta di reazione viscerale negativa al &#8220;core&#8221; del prodotto, allo stesso modo, per evitare che gli smart glass vadano incontro alla stessa sorte, giocherà un ruolo decisivo il design del prodotto. Eleganza ed invisibilità potrebbero in tal senso configurare un approccio efficace. In questa direzione sembrano muoversi i rumors che vociferano di parnership con marchi del calibro di <em>Ray-Ban</em> e <em>Tom Ford</em>, così come l&#8217;annuncio recente di una collaborazione con il designer <em>Warby Parker</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f27024;"><strong>2) Il problema dell&#8217;&#8221;always on&#8221;</strong></span></p>
<p style="padding-left: 30px;">Le funzioni &#8220;bloccate&#8221;, saranno decisive per il successo della piattaforma, analogamente a quelle &#8220;abilitate&#8221;. Trovare il livello perfetto di intrusività in un contesto di connessione perenne, rappresenta forse la più grossa sfida dell&#8217;<em>interazione uomo-macchina</em> che l&#8217;industria dell&#8217;elettronica si trova ad affrontare.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f27024;"><strong>3) Individuare delle killer-apps</strong></span></p>
<p style="padding-left: 30px;">Apparentemente i glass non offrono nulla di più in termini di funzionalità rispetto a ciò che che gli attuali smarphone consentono di fare. Di conseguenza, ci si torna a chiedere: &#8220;Perché trasformarli in occhiali? La risposta potrebbe risiedere nell&#8217;individuazione di <em>killer-apps</em> che ne giustifichino in tal senso una vera e propria adozione di massa.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f27024;"><strong>4) Attenuare il problema dei &#8220;troppi feedback&#8221; </strong></span></p>
<p style="padding-left: 30px;">La fase in cui project glass si trova ora è quella di &#8220;raccolta feedback&#8221; nel bacino di community coinvolte nel processo di <em>co-creazione</em> del prodotto. BigG ha messo a disposizione la tecnologia, dal brevetto che consente il controllo di oggetti tramite comando vocale o i sensori Bluetooth e QR Code, lasciando ai singoli sviluppatori e marchi il compito di sfruttarla per realizzare prodotti appetibili e in grado di creare un&#8217;alternativa utile allo smartphone, o almeno, una soluzione in grado di dialogarci alla perfezione. Se il <strong>crowdsourcing</strong> può portare alla realizzazione di grandi prodotti, e nel caso specifico certamente contribuirà al fine tuning del project glass, è anche vero che il compito può divenire assai arduo quando si tratta di creare qualcosa che non è prima stato concettualizzato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A perimetrare il terreno di gioco, ci pensa Google, che ha tracciato un set di <strong>4 guidelines</strong> da tenere a mente nel processo di sviluppo delle apps per i suoi smartglass:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f27024;"><strong>1) Progettare per Glass</strong></span></p>
<p style="padding-left: 30px;">Glass è una piattaforma mobile ma sostanzialmente diversa da qualsiasi piattaforma mobile esistente. Dunque, le applicazioni vanno sviluppate specificamente per Glass, pensando ad una <strong>user experience</strong> che risulti <strong>appropriata</strong> per tale device, e su di esso opportunamente testata.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f27024;"><strong>2) Non essere d&#8217;intralcio</strong></span></p>
<p style="padding-left: 30px;">I glass user si aspettano che la tecnologia sia lì per loro all&#8217;occorrenza. In tal senso, le apps devono prevedere <strong>notifiche</strong> <strong>non troppo frequenti o invasive</strong>. I controlli dell&#8217;informazione occorre siano funzionali a garantire un&#8217;experience ottimale.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f27024;"><strong>3) Essere tempestivi</strong></span></p>
<p style="padding-left: 30px;">Glass è una piattaforma che si rivela particolarmente efficace quando calata nel contesto del <strong>presente</strong> e dell&#8217;<strong>aggiornamento</strong>. Il sistema di <strong>notifiche</strong> <strong>real</strong> <strong>time</strong> fornisce dati aggiornati, include funzionalità di delete e storico azioni. Laddove le apps rispondono alle azioni degli utenti su Glass o riflettono dati da Glass, devono farlo in modo tempestivo e atteso.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f27024;"><strong>4) Evitare l&#8217;inaspettato</strong></span></p>
<p style="padding-left: 30px;">Spiazzare &#8216;utente con funzionalità inattesa è un difetto per qualsiasi piattaforma, ma in particolar modo lo è per Glass, per via della sua stessa natura così profondamente calata ed immersa nell&#8217;esperienza quotidiana. Bisogna essere <strong>chiari</strong> e <strong>trasparenti</strong> circa le finalità che un&#8217;app, definire cosa fa in nome dell&#8217;utente e richiederne un esplicito consenso a farlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Definite best practise e scenari attesi, le risposte da parte dei developpers non tardano certo ad arrivare.</p>
<p>il <strong>New York Times</strong>, in occasione del <em>South by South West Festival</em>, ha fornito alcune anticipazioni sull&#8217;app che sta sviluppando. Sfruttando il comando vocale, il lettore manifesterà gli arogmenti di proprio interesse e il dispositivo gli restituirà una selezione di notizie. Una pressione sul pulsante esterno del glass darà modo di ascoltare l&#8217;articolo per esteso grazie al sistema audio di conduzione ossea. Il tutto integrato con un sistema di alert per le breaking news.</p>
<p>Sul versante social, <b>Twitter</b>, come ha svelato l&#8217;investitore della Kleiner Perkins Caufield &amp; Byers John Doerr, sta preparando un&#8217;applicazione pensata in maniera specifica per garantire un’ottima esperienza utente con i Glass. Inviare tweet, aggiungere follower e visualizzare i trend topics, il tutto a portata di retina.</p>
<p><strong>Path</strong>, rivela un&#8217;app che avvisa con una notifica visiva sulle lenti dell&#8217;inserimento di una nuova foto e dà la possibilità di reagire con un&#8217;emoticon senza l&#8217;ausilio dello smartphone. Con <strong>Evernote Skitch</strong> sarà invece possibile condividere le foto scattate con le lenti stesse.</p>
<p>Rimanendo in casa, Big G svela di aver lavorato a una versione ad hoc di <strong>Gmail</strong> che prevede alert in caso di email importanti, anticipandone oggetto e mittente. Inoltre, su Google Play è già disponibile l&#8217;app <strong>MyGlass</strong> che mette in connessione smartphone e occhiali ponendo il focus su service come Sms e Gps.</p>
<p>Dalle <strong>azioni</strong> più <strong>comuni</strong> come scattare foto, registrare video, fare video-call, gestire mail, visualizzare mappe e percorsi, a quelle che sconfinano nella domotica  &#8211; <em>Google ha già depositato un brevetto che descrive una tecnologia in grado di controllare oggetti reali tramite un display virtuale</em> -, la lista dei <strong>possibili scenari di utilizzo</strong> degli smart-glasses a realtà aumentata si prefigura corposa. Dall&#8217; e-learning, al settore dei trasporti, dal gaming all&#8217;health, dal travell al food&amp;beverage, il tutto nell&#8217;ottica di un&#8217;<strong>interazione semplificata</strong>, polisensoriale e meno &#8220;distratta&#8221;.</p>
<p>Al contempo, la questione critica e delicata dell&#8217;impatto che gli occhiali &#8221;intelligenti&#8221; &#8211; percepiti dal mondo dell&#8217;high tech come la &#8220;next big thing&#8221; &#8211; avrà sulla <strong>privacy</strong>, si ripropone con forza.</p>
<p>Quelle che un tempo apparivano profezie visionarie, utopiche o distopiche &#8211; a seconda dei punti di vista &#8211; oggi sembrano tramutarsi in realtà sempre più vicine, concrete e tangibili.</p>
<p>Il dibattito attorno alla privacy violata, sollevato dal blogger <a href="http://creativegood.com/blog/the-google-glass-feature-no-one-is-talking-about/" target="_blank">Mark Hurst</a>, prosegue con le osservazioni sul <a href="http://www.guardian.co.uk/technology/2013/mar/06/google-glass-threat-to-our-privacy" target="_blank">The Guardian</a> e le assertazioni allarmistiche del movimento <a href="http://stopthecyborgs.org/about/" target="_blank">Stop the Cyborg</a>, che allarma sugli inquieti futuribili scenari di un mondo orwelliano plurimo e frammentato abitato da androidi intenti a spiarsi e monitorarsi a vicenda.</p>
<p>Calandosi in un contesto sci-fi, l&#8217;accostamento desgli <em>smart glasses</em> del colosso di Mountain view, ai <em>sun glasses</em> del cult movie del 1989 di John Carpenter, &#8220;<strong>Essi vivono</strong>&#8220;, viene spontaneo. Tuttavia se  nel film di Carpenter, gli occhiali indossati consentivano di &#8220;svelare&#8221; una realtà fatta di messaggi subliminali veicolati da prodotti di uso quotidiano, insegne e cartelloni pubblicitari, qui parrebbe verificarsi l&#8217;esatto contrario. D&#8217;altronde, l&#8217;introduzione di forme di adv che sfruttino a pieno le potenzialità del nuovo dispositivo, sembra un&#8217;ipotesi iplausibile per un brand il cui core business, in fin dei conti, risiede nell&#8217;advertising.</p>
<p>Come già accaduto per tante altre innovazioni tecnologiche/strumenti di libertà/forme di controllo, a seconda dei punti di (s)vista, l&#8217;ingresso del nuovo smart device nel mass-market, probabile che sia ancora una volta solo questione di tempo. Il tempo di abituarsi.</p>
<p><em>&#8220;So, Ok Glass, what&#8217;s next?&#8221;</em></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.robertonuccio.it%2F2013%2Fok-glass-whats-next%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe><div class="shr-publisher-2229"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='https%3A%2F%2Fwww.robertonuccio.it%2F2013%2Fok-glass-whats-next%2F' data-shr_title='Ok+Glass+-+what%27s+next%3F'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div class='yarpp-related-rss yarpp-related-none'>
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		<title>Le future tendenze del marketing nel 2009: i 9 punti di Leo Burnett</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 16:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;I brand del futuro saranno veicoli e non soltanto destinazioni&#8221; Questa la frase conclusiva del video realizzato dal gruppo Leo Burnett, che sintetizza efficacemente il suo punto di vista  sulle future tendenze del marketing nel 2009. Nel video vengono esposti e descritti 9 fattori cruciali che il gruppo ritiene  definiranno i nuovi trend emergenti del [...]<div class='yarpp-related-rss'>

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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="https://www.robertonuccio.it/2009/le-future-tendenze-del-marketing-nel-2009-i-9-punti-di-leo-burnett/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>&#8220;<em>I brand del futuro saranno veicoli e non soltanto destinazioni</em>&#8221;</p>
<p>Questa la frase conclusiva del video realizzato dal gruppo <strong>Leo Burnett</strong>, che sintetizza efficacemente il suo punto di vista  sulle <strong>future tendenze del marketing nel 2009</strong>. Nel video vengono esposti e descritti <strong>9 fattori cruciali</strong> che il gruppo ritiene  definiranno i nuovi <strong>trend emergenti del marketing</strong>, in linea con le mutate condizioni socio-economico-culturali della società postmoderna.</p>
<p>Proviamo a farne un&#8217;analisi:<span id="more-1517"></span></p>
<ol>
<li>
<h3><span style="color: #f27024;">Nuovo realismo</span></h3>
</li>
<p>Le condizioni del nuovo assetto economico influenzeranno profondamente il contesto culturale. A seguito di una progressiva espansione della tendenza diffusa alla spettaccolarizzazione emotiva, si assisterà gradualmente all&#8217;avvento di una <strong>fase molto più concreta, sociale e creativa</strong>.</p>
<p>Si potrebbe parlare di un nuovo rinascimento caratterizzato da una cultura sempre più tangibile ed onesta,  e da un approccio alla vita molto più realistico. Si comincierà a dare importanza a ciò che realmente ha un significato per noi e si tenderà a privilegiare modalità espressive e<strong> relazioni di tipo confidenziale, incoraggiante, conesso, onesto e innovativo</strong>. Allo stesso modo, per avere successo, le aziende dovranno propendere verso un&#8217;approccio di questo tipo nel relazionarsi col proprio target.</p>
<li>
<h3><span style="color: #f27024;">Iper-realtà</span></h3>
</li>
<p><strong>Il ritmo del cambiamento è aumentato</strong> a livello esponenziale. Le maggiori evoluzioni avvengono alla velocità della luce. Gli status quo cambiano repentinamente con delle ripercussioni che si producono in tempo reale. Spesso la velocità del cambiamento è tale da risultare incompatibile con la capacità di adattamento delle persone, che quasi non riescono a stare al passo coi tempi.</p>
<p>A sopravvivere in un ambiente che muta così velocemente, saranno <strong>i brand che meglio riusciranno</strong> <strong>ad anticipare,</strong> di volta in volta, i cambiamenti posti in essere <strong>e ad adattarsi </strong>alle mutate condizioni prodotte.</p>
<li>
<h3><span style="color: #f27024;">Trust economy</span></h3>
</li>
<p>La <strong>fiducia</strong> è destinata a divenire il <strong>fattore critico di successo</strong> per i brand nel 2009. In tempi di crisi, guardiamo alle aziende che condividono le nostre preoccupazioni, gestiscono l’ansia e prendono iniziativa. I supermarket oggi conquistano più fiducia rispetto alle banche, e le organizzazioni che si impegneranno maggiormente a soddisfare i bisogni delle persone, andando ben oltre le loro stesse aspettative, avranno la meglio.</p>
<p>Per citare un caso esemplificativo, si pensi all&#8217;iniziativa promossa dal supermarklet britannico <a href="http://www.guardian.co.uk/money/blog/2009/mar/30/tesco-bank-account" target="_blank">Tesco</a> che prevede l&#8217;apertura di filiali bancarie e conti correnti entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<li>
<h3><span style="color: #f27024;">Eco austerity</span></h3>
</li>
<p>La recessione sta esercitando un&#8217;influenza crescente sulla <strong>questione ambientale</strong>,  traformandola da esclusiva questione morale in vera e propia questione economica.  È innegabile che in parecchi settori la produzione di beni e servizi eco-sostenibili determini un notevole risparmio di energie e costi. Il risultato è che diverrà sempre più conveniente orientarsi verso produzioni di questo tipo, sia in termini di risparmio economico che di salvaguardia ambientale.</p>
<p>Anche in questo caso gli esempi non mancano. Si pensi alle iniziative di <strong>green marketing</strong> promosse da <a href="http://www.isayblog.com/web-marketing/green-marketing-l%E2%80%99eco-sostenibile-attira-sempre-piu-il-consumatore-online/" target="_blank">Eni</a> e <a href="http://www.isayblog.com/web-marketing/green-marketing-l%E2%80%99eco-sostenibile-attira-sempre-piu-il-consumatore-online/" target="_blank">Coca Cola</a> votate a promuovere risparmio energetico, sostenibilità ambientale, salute della persona e della comunità, come pure alle <a href="http://www.mondomotoriblog.com/2009/01/15/salone-detroit-2009-vetture-ecologiche-ibride-ed-elettriche/" target="_blank">vetture ecologiche</a> su cui le grandi case automobilistiche tendono a puntare sempre di più.</p>
<li>
<h3><span style="color: #f27024;">Tv digitale</span></h3>
</li>
<p>Nell&#8217;anno corrente la qualità delle trasmissioni broadcast via <strong>web Tv</strong> migliorerà enormemente. Se già nel 2008 si è verificato un allargamento del bacino di utenza dei canali televisivi su Internet e una crescita della percentuale di acquisto dei domini &#8220;.tv&#8221;, nel 2009 le web Tv sono destinate ad inserisi a pieno tiotlo nel <strong>mainstream dei nuovi media</strong>.</p>
<p>A favorire questa tendenza, una richiesta sempre crescente di <strong>user generated content</strong> da parte di un&#8217;utenza più vasta, targettizzata e meno generalista, che trascorre più tempo su internet e che punta alla qualità dell&#8217;informazione.</p>
<li>
<h3><span style="color: #f27024;">Thread marketing</span></h3>
</li>
<p>Nel futuro i <strong>contenuti </strong>sarranno <strong>liberi da un controllo</strong> centrale e <strong>adattabili su più network</strong>. Idee, loghi o estratti di codice, costituiranno il filo per tenere assieme i contenuti.</p>
<p>Se già da tempo molte pubblicità tendono a promuovere le URL, ora vedremo pubblicità alle stazioni dell’autobus che linkano a desktop widget, o promozioni che rimandano ai filmati aziendali e così via. Negli anni a venire la tendenza sarà quella di rendere contenuti multimediali <strong>disponibili </strong>praticamente <strong>ovunque</strong>, qualunque sia il contesto culturale nel quale ci si troverà immersi.</p>
<li>
<h3><span style="color: #f27024;">Game generation</span></h3>
</li>
<p>Con la diffusione massiva della <strong>cultura dei videogiochi</strong> si è assisito a quello che qualcuno ha definito &#8220;<a href="http://db.formez.it/ArchivioNews.nsf/a578eb75b67ad00bc1256e220031865b/e802ff4471735450c125716a003e4504/Testo/M2/Recensione%2520Polimeni.pdf?OpenElement" target="_blank">la nascita dell&#8217;homo game</a>&#8220;. Da una cospicua fascia di adolescenti attratti dalla logica del reincanto propria del fenomeno videoludico, si è passati a un&#8217;intera <strong>game generation</strong> interclasse che trova nel gioco non soltanto una forma di intrattenimento, ma un modo per interagire, relazionarsi e accrescere le proprie capacità mentali.</p>
<p>Ad alimentarla, le crescenti pressioni economiche che ci spingono verso una dimensione, per così dire, casalinga e salottiera, ma al contempo sociale del gioco. Non stupisce, in tal senso, che il settore dei videogiochi sia tra i pochi ad essere risultato immune alla crisi e a registrare, invece, tassi di crescita esponenziali. Le sue potenzialità sono state solo in parte esplorate. Basti pensare al fenomeno degli <strong>advergame </strong>o alla promozione di <a href="http://gigaom.com/2008/10/13/confirmed-obama-is-campaigning-on-xbox-360/" target="_blank">Obama nel gioco Burnout</a> per Xbox 360. Il futuro riserverà ancora molte sorprese!</p>
<li>
<h3><span style="color: #f27024;">La fine del fatto</span></h3>
</li>
<p>Il pluralismo dell&#8217;informazione generato dalla rete, per sua stessa natura spazio di condivisione e libera circolazione di notizie, idee e pareri, la possibilità di accedere e selezionare più fonti informative, nonchè di passsare dal ruolo di fruitori passivi a quello di generatori di contenuti, ha prodotto un fenomeno significativo. Pareri differenti e <strong>soluzioni contraddittorie vengono presentate come definitive</strong>. Cercando su google &#8220;vino e cancro&#8221; si trovano racconti di esperienze che attribuiscono al vino contraddittoriamente funzioni causali o curative.</p>
<p>Se la linea di demarcazione tra verità e opinione tende ad assottigliarsi, gli informivori tederanno sempre più a scegliere accuratamente ciò che per loro costituisce un fatto, alla pari di ipocondriaci che consultano manuali medici. In tale ottica la <strong>brand autorithy</strong> diverrà un <strong>fattore principale di competitività</strong>. Tanto maggiore sarà la fiducia riposta nel brand, quanto maggiore sarà la capacità di quest&#8217;ultimo di distanziarsi da un&#8217;approccio fazioso e unilaterale alla narrazione dei fatti, privilegiando, di contro, l&#8217;<strong>obiettività</strong> e l&#8217;<strong>imparzialità</strong>.</p>
<li>
<h3><span style="color: #f27024;"><strong>I brand sono veicoli</strong></span></h3>
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<p>In passato la tendenza era di considerare i brand come punti di arrivo, punti di atterraggio. I consumatori seguivano i propri bisogni e finivano per  inseguire un brand. La nuova logica è invece quella che identifica <strong>i brand</strong> <strong>non più come destinazioni ma</strong> <strong>come veicoli</strong>. Il successo dei due colossi Google e Youtube, è stato costruito proprio sulla base di tali principi. Gli internauti non esauriscono il loro viaggio sui motori di ricerca, al contrario, tali &#8220;non luoghi&#8221; sono dei punti di partenza e di transizione verso nuovi orizzonti e mete da esplorare.</p>
<p>Iniziative come quella di <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/10906/mcdonalds-wifi-gratuito-in-tutta-italia/" target="_blank">Mc-Donald</a> per l&#8217;installazione di reti Wi-Fi gratuite nei propri store, o del <a href="http://www.adverbox.com/the-concert-in-a-banner/" target="_blank">Concert in banner</a> promossa dalla banca belga Axion, o ancora, la partership  stipulata tra la band dei <a href="http://blogyourmind.libero.it/2009/groove-armada-e-bacardi-insieme-con-b-live-musica-gratis-da-scaricare" target="_blank">Groove Armada con Bacardi</a>, sono solo alcuni esempi di attuazione di questa nuova strategia. I brand statici sono ormai in via di estinzione. Le probabilità di successo dei marchi dipenderanno in larga misura dalla loro capacità di trasformarsi <strong>da fine in mezzo</strong> per la produzione e diffusione di iniziative in linea con i bisogni emergenti di una clientela sempre più attiva e partecipativa.</ol>
<p>Queste, dunque, le <strong>future tendenze del marketing</strong> già emerse nel corso del <strong>2009 </strong>e che paiono destinate, con buona probabilità, a manifestarsi in maniera ancor più significativa anche negli anni a seguire. Voi cosa ne pensate?</p>
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